Stiamo per celebrare la morte della libertà di diffusione della musica e, in genere, delle opere dell'ingegno.
Chiunque ami la musica più del profitto economico che può trarne sa bene che è sempre molto difficile e costoso soddisfare la propria voglia di ascoltare musica, e le vie alternative più "a buon mercato" sono illegali, sprofondando per di più in situazioni ancora peggiori, grottesche e paradossali.
Per continuare la navigazione del sito, CLICCA QUI >>
Il 18 maggio 2003 , è stato approvato al Senato il decreto Urbani , che è diventato legge in vigore a tutti gli effetti. Il decreto introduce alcune importanti modifiche alla legislazione italiana in merito alla tutela del diritto d'autore .
Per gli artisti, e in particolare per chi vive di musica, è importantissimo veder tutelati i propri diritti, in particolare quelli riguardanti lo sfruttamento economico della propria creazione. Tuttavia protestiamo vivacemente contro questo decreto per alcuni suoi aspetti, ad esempio:
Il Governo, certo. Ma sarebbe troppo riduttivo. Forse ancora molti non si rendono conto dell'enorme giro d'affari che ruota intorno ai diritti d'autore, e in particolare a quello della SIAE , controllata in maggioranza dalle grandi lobby dell'industria disco- e cinematografica. Si parla di migliaia di miliardi di lire, ripartiti secondo logiche assurde, e ottenuti seguendo calcoli statistici altrettanto assurdi, e che finiscono per favorire, com'è prevedibile, solo alcuni grandi editori, sfavorendo quelli più piccoli e gli autori che cercano di cavarsela da soli. La trascrizione di un servizio di Report , la trasmissione giornalistica di Rai Tre, vi darebbe un'idea più esauriente in merito ( http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=82 ).
Quello che non convince del resto è proprio la pretesa di urgenza di questa legge: se era davvero così necessario prendere provvedimenti così repressivi in merito alla pirateria degli audiovisivi, non si poteva provvedere già prima?
Ma cerchiamo di capire un attimo a cosa serve il Decreto Legge. Una normale legge deve passare l'approvazione di Camera e Senato, dev'essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e devono passare 15 giorni prima della sua entrata in vigore (questo periodo di "pausa della legge" è detto appunto vacatio legis ). Per ovviare a questi tempi molto lunghi il Governo può, in casi di emergenza , emettere un Decreto Legge , che entra in vigore dopo la vacatio (sempre di 15 giorni, salvo diversa esplicita dichiarazione). Una volta entrata in vigore dev'essere convertita in legge entro 60 giorni, altrimenti perde la sua validità.
Bene, adesso ipotizziamo che il ministro Urbani abbia mostrato questa legge come "urgente" giusto per bypassare le Camere, e che abbia inserito delle «pagliuzze» (come egli stesso le chiama) ad hoc , con la scusa che le avrebbe rimosse al più presto... ipotizziamo che, insomma, abbia fatto come il pazzo che entra in una sala lettura di una biblioteca e dice: «Presto, le tarme ci stanno invadendo, dobbiamo bruciare tutti i libri per salvarci!» e a chi gli risponde: «Beh almeno controlliamo quali libri si possono salvare...» ribadisce: «No, è urgente, dobbiamo fare presto, a queste sciocchezze ci pensiamo dopo!». Bene, se ipotizziamo questo, che scenario vi si para davanti? Esatto.
Comunque , informati sulle iniziative che si stanno promuovendo su diversi siti Web. In particolare segnaliamo alcuni indirizzi sui quali troverai altre informazioni e petizioni:
L' On. Cortiana è uno dei pochi che si è battuto seriamente in Parlamento, proponendo una lista di più di 700 emendamenti , tentando la via dell' ostruzionismo . Questi emendamenti purtroppo sono stati ritirati in cambio della promessa da parte di Urbani di modificare quanto prima le parti più "scottanti" della legge (in particolare per quanto riguarda le pene e il bollino virtuale SIAE). Speriamo bene.
Merita particolare attenzione infine l'home page di Valerio Giunta, che è stato uno dei primi ad oscurare completamente il proprio sito per protesta. Sulla sua pagina trovate i link ad altri siti che partecipano all'oscuramento o alla messa in lutto del proprio sito.
Aggiornamento (27 maggio): a quanto pare domani la promessa sarà stata mantenuta. Saranno effettuate modifiche alla legge, eliminando le sanzioni penali (ma resteranno sicuramente quelle amministrative), il più volte deriso bollino virtuale e le tasse sui software di masterizzazione. Ma l'aumento delle tasse sui supporti? E, soprattutto, la ridicola legge sul deposito dei siti Web ? Dobbiamo prevedere cali sull'acquisto del mass storage e caos presso le biblioteche di Roma e Firenze? Proveremo a confidare nel buon senso dei legislatori.
Si terrà comunque il netstrike , ossia una sorta di "manifestazione virtuale", presso il sito Internet del Ministero dei Beni Culturali . La data è fissata per il giorno 31 maggio dalle ore 15.00 alle ore 15.45. Date un'occhiata al sito organizzatore per ulteriori informazioni sul netstrike e su come realizzarlo. Il vero sito di riferimento (ormai da tempo considerato come un vero e proprio prigioniero politico ) è www.netstrike.it .